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L'avventura della famiglia Giacobazzi nella produzione dei pavimenti in legno, ha inizio negli anni 30, quando Renzo, all'età di 12 anni, viene assunto in un’ azienda del luogo, (la città di Sassuolo ancora oggi molto nota per la produzione di piastrelle), che, oltre a ceramiche produceva anche pavimenti in legno.

In quei tempi, i cosiddetti “parquet asfaltati” (sul retro dei quali si applicava una striscia di catrame caldo), venivano posati direttamente su cemento fresco. Non esistevano i collanti ed il catrame serviva ad “agganciare” la tavoletta di parquet direttamente al sottofondo preservandola, contemporaneamente, dalla eccessiva umidità di esso.

Dalla fabbrica in Sassuolo passò dirigente in uno stabilimento in Castelfranco Emilia, la PAC (Pavimenti Asfaltati Castelfranco), della quale si conservano ancor oggi fatture e vecchi “cataloghi”. Inserì di lì a poco, alla produzione, anche la moglie Rosanna ed il figlio Franco, (a quell'epoca, anch’esso, poco più che tredicenne). Era la fine degli anni 50.

Quando nel 1964 i proprietari della PAC ne decisero la chiusura, Renzo, prelevati tutti i macchinari necessari alla produzione, si trasferì nuovamente in Sassuolo costituendo una nuova ditta: la PGS (Parchettificio Giacobazzi Sassuolo ).  Erano gli anni in cui si andava in "Jugoslavia" o in Polonia per gli approvvigionamenti del materiale grezzo (principalmente Rovere).  Le cosiddette "frise” (tavolette grezze sezionate), arrivavano legate in pacchi, messi alla rinfusa dentro a vagoni ferroviari e dirottati direttamente a Sassuolo. Venivano scaricati pacco per pacco con il passamano di tutti i dipendenti e successivamente lavorati. Il progresso, nel frattempo, aveva portato all’ideazione di un nuovo prodotto, un collante idoneo alla posa, che portò alla cessazione di utilizzo del catrame.

Nel 1970 ci fu il trasferimento della ditta da Sassuolo a Fiorano Modenese, dove fu costituita la nuova società Giacobazzi & C., fabbrica tutt’ora esistente della quale il figlio Franco assunse la direzione produttiva.

Molti sono i cambiamenti avvenuti nell'arco di questi 80 anni nel campo della produzione del parquet. I ricordi riaffiorano e sembrano tempi lontanissimi, certamente molto lontani da questa era tecnologica e digitale, ma riteniamo sia importante preservarne e tramandarne il ricordo. Rimane infatti sempre vivo il desiderio di continuare la ricerca di forme e finiture artigianali che intrecciano l'era attuale con un passato, comunque, sempre presente.